Edizione 2018. Cambiamenti.

La sedicesima edizione del Festival si terrà a Genova dal 25 ottobre al 4 novembre 2018 e avrà come parola chiave Cambiamenti

 

CAMBIAMENTI

Panta Rei, ha detto Eraclito molto tempo fa. Viviamo in un Universo nato 13.7 miliardi di anni fa che da allora si espande ed evolve formando galassie, stelle e pianeti. Le stelle nascono, splendono, muoiono e dalle loro ceneri si producono nuovi mondi. Siamo polvere di stelle, anzi, da quanto abbiamo appreso da poco per mezzo delle onde gravitazionali, anche polvere di stelle di neutroni.

La Terra, nata da queste ceneri poco più di 5 miliardi di anni fa, è anch’essa in continuo cambiamento: cambia in modo anche drammatico la composizione chimica dell’atmosfera, cambia il clima, si modificano lentamente ma inesorabilmente la struttura e la posizione dei continenti, le montagne nascono, sono erose, scompaiono. Tre miliardi di anni fa sul nostro pianeta è nata la vita, che si è evoluta in forme sempre più varie, ricche e complesse. Diversi padroni si sono succeduti sul nostro pianeta, ognuno dei quali ha dominato per lunghi periodi, ma poi a causa dei cambiamenti è scomparso, lasciando spazio ad altri. Fino a noi, che viviamo nel continuo cambiamento di noi stessi, della nostra vita sociale, della nostra capacità di vivere nell’Universo e di comprenderlo. Padroni violenti e ingombranti, la prima specie capace di essere essa stessa causa di grandi cambiamenti, di modificare radicalmente il clima e l’ecosistema e di distruggerlo irreparabilmente.
 
Le nuove tecnologie si impongono come veicolo di innovazione sociale, culturale e intellettuale; la conoscenza e le tecniche, ma anche la mentalità, i rapporti sociali e i metodi di organizzazione del lavoro si evolvono a ritmo sempre più sostenuto. Il binomio scienza-tecnologia, con la scienza che è divenuta motore dell'innovazione e il complesso tecnologico-produttivo che è divenuto sostegno economico, sociale e strumentale del progresso scientifico, si propone come protagonista assoluto del nostro secolo.
 
Il dibattito a cui siamo giornalmente esposti sui cambiamenti climatici e sulla salvaguardia delle risorse naturali, ci induce a riflettere sull’impatto che la ricerca scientifica e tecnologica possono avere nel rapporto essenziale tra uomo e ambiente: un rapporto che è sfida, rischio e opportunità allo stesso tempo.
 
Nell’anno che la Commissione Europea ha dichiarato Anno Europeo del patrimonio culturale, ragioneremo sulle sfide che siamo chiamati ad affrontare per conservare e valorizzare al meglio questa immensa risorsa del nostro paese.
 
Scienza e tecnologia possono cambiare in meglio la vita di chi ha una qualunque forma di disabilità, consentendone l’inclusione nel lavoro, nello sport e nella vita sociale, basti pensare alla visione artificiale, al ruolo della robotica, al sogno non tanto lontano di connettere il nostro sistema nervoso a sensori artificiali, al superamento delle barriere architettoniche ancora presenti nelle nostre città.
 
Il paese ospite che abbiamo scelto è Israele: paese con il quale l’Italia ha sottoscritto un proficuo accordo di cooperazione nel campo della ricerca e dello sviluppo industriale, scientifico e tecnologico e che per ragioni storiche e geografiche ha fatto del cambiamento la sua ragione di esistere, emergendo nel panorama della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica mondiale.
 
La scienza ci insegna che il cambiamento è inevitabile e inarrestabile, ma anche che può essere determinato dalle nostre scelte. Come ha detto Socrate “Il segreto del cambiamento è nel focalizzare tutta l’energia non nel combattere il vecchio ma nel costruire il nuovo”. I cambiamenti più importanti e difficili sono quelli che devono avvenire dentro di noi, per abbattere barriere psicologiche e culturali alla ricerca di una rinnovata consapevolezza che ci renda cittadini migliori.

Di questi e di tanti altri Cambiamenti vogliamo occuparci nell’edizione 2108 del Festival della Scienza.